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R. I. P.

Prof. R.P. JosÉ O'CALLAGHAN, S.J.
(1922-2001)

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Sabato, 15 dicembre 2001, è deceduto nell'infermeria della comunità dei Gesuiti di San Cugat del Vallés (Barcelona), dopo lunga malattia causata da complicazioni diabetiche, il R.P. Josè O'Callaghan, S.J., professore emerito dalla Facoltà Biblica.

Padre O'Callaghan era nato a Tortosa, Spagna, il 7 ottobre 1922. All'età di 18 anni (29 ottobre 1940) era entrato nella Compagnia di Gesù e il 31 maggio 1952 era stato ordinato sacerdote. Aveva compiuto gli studi teologici nella Facoltà di Teologia di San Cugat del Vallés, conclusi con la Licenza in Teologia; conseguì poi il dottorato in Lettere e Filosofia all'Università di Madrid nel 1959 con la tesi pubblicata subito dopo col titolo Las tres categorías estéticas de la cultura clásica (Madrid 1960). Proseguì la sua formazione scientifica all'Università di Milano, dove studiò sotto la direzione della famosa papirologa Orsolina Montevecchi, e ottenne il Dottorato in Lettere classiche nel 1960 con la tesi Cartas cristianas griegas del siglo V (Barcelona 1963).

Per un decennio (1961-1971) fu professore di greco biblico nella Facoltà di Teologia di San Cugat del Vallés. Fu in questo periodo che fondò nella stessa Facoltà il Seminario di Papirologia, che continuò a dirigere nel corso di tutta la sua vita accademica. Grazie alla generosità del suo cognato, Josep Palau Ribes, Padre O'Callaghan poté comprare un gran numero di papiri e fondare una rivista, Studia Papirologica, come pure due collane scientifiche: «Papyrologica Castroctaviana» e «Estudis de Papirologia i Filologia Bíblica».

Nel 1971 fu chiamato a Roma per insegnare papirologia al Pontificio Istituto Biblico, dove rimase fino al compimento del suo settantesimo anno, nel 1992, quando, diventato emerito, si trasferì a Barcellona. Dal 1983 al 1986 aveva anche ricoperto l'incarico di Decano della Facoltà Biblica. Quando era professore all'Istituto Biblico venne invitato varie volte a insegnare all'Università di Urbino.

Nel 1972 Padre O'Callaghan infiammò il mondo accademico con la sua ipotesi che, tra i testi greci della settima grotta di Qumran, uno di essi (7Q5) fosse da identificare con un frammento del Vangelo di Marco («¿Papiros neotestamentarios en la cueva 7 de Qumr n?», Biblica 53 [1972] 91-100). Se si fosse dimostrata fondata, una tale scoperta avrebbe comportato una retrodatazione della composizione del vangelo, intorno all'anno 50 d.C. Basandosi su questa identificazione, egli sostenne la possibilità che anche altri frammenti della stessa grotta 7 potessero essere testi del Nuovo Testamento. Lanciata l'ipotesi, Padre O'Callaghan mantenne sempre una signorile e professionale distanza dal dibattito che ne seguì, che non era stato talvolta esente da momenti di astiosità.

Quando era studente di filosofia a Sarrià (Barcellona), aveva conosciuto il P. José Maria Bover S.J., allora impegnato nella preparazione dell'edizione critica del Nuovo Testamento greco. Egli fu il primo a introdurre Padre O'Callaghan nel campo della critica testuale. Padre O'Callaghan divenne poi un collaboratore di P. Bover e pubblicò il suo Nuevo Testamento Trilingüe (BAC; Madrid 1977), come pure studi di introduzione alla critica testuale in catalano e in spagnolo. Forte della sua esperienza con Bover e delle sue ricerche di papirologia, Padre O'Callaghan fu autore di numerosi scritti nel campo della papirologia e della filologia classica del Nuovo Testamento, mantenendo in tutta la sua vita una stretta relazione con molti colleghi in questo campo.

Accanto ai suoi impegni accademici, Padre O'Callaghan trovò sempre il tempo anche per l'attività pastorale, sia a Roma che in Spagna. Nei suoi anni al Pontificio Istituto Biblico fu un membro sempre molto stimato e ben voluto nella comunità dei Gesuiti, dove egli ritornava volentieri annualmente nel mese di settembre anche dopo il suo ritiro a Barcelona, finché la salute glielo permise. Il ricordo che egli lascia è quello di uno zelante sacerdote, un assiduo studioso e un compagno sempre gioviale e gentile.

(Stephen Pisano, S.J.)


On December 15, 2001, Emeritus Prof. Fr. José O'Callaghan, S. J., died in the Jesuit infirmary at San Cugat del Vallés (Barcelona) after a lengthy illness caused by diabetes complications. Fr. O'Callaghan was born in Tortosa, Spain, on October 7, 1922. He entered the Society of Jesus on October 29, 1940 and was ordained to the priesthood on May 31, 1952. In 1953, he obtained a Licentiate in Theology from the Theological Faculty of San Cugat del Vallés, and then a Doctorate in Philosophy and Letters from the University of Madrid in 1959 with the thesis entitled Las tres categorías estéticas de la cultura clásica (Madrid 1960). He continued his studies at the University of Milan, where he studied under the famous papyrologist Prof. Orsolina Montevecchi, and obtained a Doctorate in Classical Letters in 1960, with the thesis Cartas cristianas (Barcelona 1963).

Fr. O'Callaghan taught at the Theology Faculty of San Cugat del Vallés from 1961 to 1971. During that time, he founded the Papyrology Seminar there, which he continued to direct throughout his active academic life. Thanks to the generosity of his brother-in-law, Josep Palau Ribes, Fr. O'Callaghan was able to purchase a large number of papyri and to found a periodical, Studia Papirologica, as well as two series of publications, "Papyrologica Castroctaviana" and "Estudis de Papirologia i Filologia Bíblica".

In 1962, Fr. O'Callaghan began teaching biblical Greek at the Theology Faculty of San Cugat del Vallés. He was called to Rome in 1971 to teach papyrology at the Pontifical Biblical Institute, where he remained until his retirement at the age of seventy in 1992. He was dean of the Biblical Faculty from 1983 to 1986. During his tenure in Rome, he also taught as a visiting professor at the University of Urbino.

In 1972, Fr. O'Callaghan excited the academic world with his suggestion that, among the Greek texts from Cave 7 of Qumran, one of them (7Q5) was to be identified as a fragment of the Gospel of Mark (¿Papiros neotestamentarios en la cueva 7 de Qumrân?", Bib 53 [1972] 91-100). If true, such a discovery would determine an early date for the composition of the gospel, around AD 50. Based on this identification, he suggested the possibility that other fragments from Cave 7 may be New Testament texts as well. After having launched his proposal, Fr. O'Callaghan maintained a scholarly and gentlemanly distance from the extended, and occasionally acrimonious, debate that followed.

While a student of philosophy at Sarrià (Barcelona), he encountered Fr. José Maria Bover, SJ, who was engaged in the preparation of a critical edition of the Greek New Testament and who first introduced Fr. O'Callaghan to the discipline of textual criticism. Fr. O'Callaghan became a collaborator of Bover, and published his Nuevo Testamento Trilingüe (BAC; Madrid 1977), as well as introductions to textual criticism in Catalan and in Spanish. Based on his early work with Bover, as well as his own research in papyrology, Fr. O'Callaghan was the author of numerous writings in the areas of papyrology and classical and New Testament philology. Throughout his active years he maintained a close relationship with many colleagues in his field.

In addition to his scholarly pursuits, Fr. O'Callaghan found time for pastoral activity, both in Rome and in Spain. Throughout his years at the Pontifical Biblical Institute, he was a popular member of the Jesuit community, to which he returned on a yearly basis after his retirement until the state of his health no longer permitted these visits. The memory that Fr. O'Callaghan leaves behind is one of a dedicated priest and scholar, as well as of a kind and jovial companion.
(Stephen Pisano, S.J.).

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