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La
Lectio Divina è un modo di leggere la Scrittura che risale
ai primi tempi del Cristianesimo. È un modo di rispondere
a Dio per persone che nutrono una salda fede nella Sua iniziativa
nel contattarle. Le parola di Dio giunge al cattolico per
mezzo della Scrittura interpretata nella Tradizione della Chiesa
Cattolica. Per i cattolici contemporanei in molti luoghi è
difficile rispondere a questa parola di Dio. Ciò è dovuto
a varie ragioni; una delle principali è il consumismo del divertimento
fomentato dai «mass media», una forza sempre più imperante nel mondo
contemporaneo. Solo un impegno risoluto può rendere capaci
i cattolici in molte parti del mondo di uscire vittoriosi di fronte
ad un avversario talmente potente che ci tenta costantamente al
divertimento e niente di più. La vita non è un'occasione di
divertirsi e niente di più. E' l'occasione di sentire Dio
e di fare la Sua volontà. Ogni cattolico ha la responsabilità
di rendere accessibile ai confratelli cattolici e agli altri fratelli,
cristiani e non cristiani, la testimonianza della ricerca di Dio.
Dio ha parlato. Tocca a noi ascoltare. Nessun cattolico
può rendere accessibile la parola di Dio se la sua vita non è una
continua ricerca di rispondere personalmente a questa parola.
La
Lectio Divina è un modo di leggere la Scrittura che comporta
vari aspetti, che non vanno considerati come fasi nettamente separabili,
ma punti di vista di un singolo atto che è insieme semplice e complesso:
semplice, perché fondamentalmente è un tentativo di rispondere alla
Parola di Dio con tutto il nostro cuore; complesso, perché
fondamentalmente è un tentativo di rispondere alla Parola di Dio
con tutto il nostro cuore. Nell'atto concreto della
Lectio Divina questi aspetti possono essere distinti l'uno
dall'altro, ma non separati. In quanto distinti, possono costituire
il punto focale dove porre l'attenzione. In tal senso, per
esempio, l'aspetto #1 è il momento in cui l'attenzione viene concentrata
nello studio accurato della Bibbia, per scoprire il significato
del testo nella sua situazione originaria. Nella pratica degli
studi biblici tale studio spesso appare come una cosa separata dalla
Lectio Divina. Ma se qualcuno sta veramente cercando
di ascoltare la Parola di Dio leggendo la Scrittura, tutti gli aspetti
seguenti devono essere presenti, almeno implicitamente e potenzialmente.
Lectio
Divina viene sempre sottintesa
come ordinata, implicitamente o esplicitamente, alla Sacra Liturgia.
1.
Lectio. Questo aspetto consiste in una ripetuta lettura
di un passo della Scrittura al fine di comprendere il significato
che l'autore originario intendeva comunicare ai suoi lettori o ascoltatori.
Leggi più volte. Nella Lectio cerchiamo di capire il
brano nel suo contesto originale storico, geografico, culturale.
Qual era lo scopo religioso che il suo autore aveva in mente?
Quando scrisse? Dove? In quali circostanze? Come
è stato ricevuto questo messaggio dai destinatari originari?
Per questo aspetto della Lectio i commentari possono essere
di grande aiuto, anche se non sono sempre abbastanza attenti all'elemento
religioso di un testo. Cruciale per la Lectio è questo
elemento religioso. Esso trascende infatti le circoscritte
condizioni originarie nelle quali il testo ha visto la luce ed ha
perciò una validità universale e durevole. La rilettura continuata
può aiutarci a comprendere questo elemento religioso. Inoltre,
tale rilettura ci può aiutare a collocare questo elemento nel contesto
di tutta la Bibbia. In che modo lo Spirito, che è l'autore
ultimo di questo brano, vuole che esso si accordi con il resto che
Egli ha ispirato?
2.
Meditatio. Questo aspetto consiste in una riflessione
sullo scopo ultimo del testo l'elemento religioso originario
dell'autore umano e divino che trascende le limitazioni temporali
e spaziali della situazione originale del testo. La Meditatio
cerca di conoscere ciò che il testo dice a me oggi. Per essere
sicuro che quanto io penso che il testo sta dicendo a me oggi sia
davvero quanto il testo dice e non ciò che io dico, devo
assicurarmi che quanto è rilevante per l'oggi sia connesso
con il significato originario (che si deduce dall'aspetto
#1, la Lectio). Primo: il significato originale;
secondo: la rilevanza di quel significato per l'oggi.
Qual è la rilevanze per l'oggi dell'elemento religioso che l'autore,
umano e divino, esprime nel testo? In che modo vengo provocato
da questo elemento religioso che viene comunicato attraverso il
testo? I destinatari si sono sentiti provocati dal testo;
la provocazione che ricevo io dovrebbe essere come quella che ricevettero
loro, anche se le circostanze della provocazione provata da me sono
notevolmente diverse dalle loro.
3.
Oratio. Questo aspetto consiste nella preghiera che
viene dalla Meditatio. È una spontanea reazione del
cuore in risposta al testo. È una richiesta di aiuto divino
per riconoscere e per rispondere alle provocazioni che vedo nell'elemento
originario comunicato attraverso le parole del testo. In questo
modo l'Oratio può includere le richieste per una grande varietà
di virtù. Lo Spirito ispirò il testo proprio avendo in mente
queste richieste. Perciò lo Spirito è anche pronto a rispondere
a tale richieste.
4.
Contemplatio. Questo aspetto consiste nell'adorazione,
nella lode e nel silenzio davanti a Dio che sta comunicando con
me. È un tentativo di stare davanti ad Dio onnipotente tenendo
esposto il nostro cuore. «Cuore» qui va inteso in senso semitico,
cioè il centro del nostro essere, quel punto in cui la nostra memoria,
l'intelletto, la volontà, gli affetti si incontrano e dove «io»
sono davvero «io». La vera contemplazione rivelerà sempre
più me a me stesso in quanto rivela Dio sempre più a me stesso.
La vera contemplazione mi aiuterà a vedere chi sono realmente, ciò
che sono destinato ad essere secondo il punto di vista di Dio.
Il centro privilegiato della contemplazione cristiana è Cristo,
poiché è attraverso di lui che andiamo a Dio: conoscendo Cristo,
conosco Dio e conosco me stesso. La Contemplatio conferisce
a tutto il processo di lettura di un testo l'aspetto del dilettarsi
nel comprendere. Nella misura in cui funziona, libera il processo
dal pericolo dell'imporre su un testo una intepretazione ristretta,
egoistica, un'interpretazione che è lontana dai perenni scopi di
Dio che vuole rivelarsi nella sua Parola per gli uomini sempre e
ovunque.
5.
Consolatio. Questo aspetto consiste nella gioia di
pregare che viene da un «gusto» di Dio e delle «cose» di Dio.
È un prodotto della Spirito Santo, anche se, naturalmente, lo Spirito
Santo non è vincolato alla Lectio Divina dove questo consolazione
spesso viene trovata. Dalla consolazione scaturiscono le scelte
coraggiose come quelle della povertà, castità, obbedienza, fede,
perdono. La Consolatio crea «l'atmosfera» giusta per
queste scelte. Se questa «atmosfera» cessa, cessa anche
la plausibilità di scelte cristiane radicali, e il cuore si volgerà
cercare da un'altra parte la sua gioia.
6.
Discretio. Questo aspetto consiste nell'abilità di
discernere il pensiero di Dio come viene espresso nella sua parola,
specialmente come viene espresso nel suo Verbo, cioè, in Cristo.
Venendo in contatto con la parola di Dio e con il Verbo di Dio noi
riceviamo un istinto per le scelte che sono proprie al cristiano,
che sono proprie a me stesso come Dio vuole che io sia. Il
mio cuore deve essere dominato dal cuore di Cristo, dalle intenzioni
di Cristo, dalle scelte di Cristo. E questo non solo per la
mia vita personale, ma anche per la mia vita quale membro del Corpo
di Cristo che è la Chiesa. Fondamentalmente è quel discernimento
che distingue tra i vari «spiriti» che sollecitano la mia attenzione
e la mia fedeltà.
7.
Deliberatio. Questo aspetto consiste nella scelta concreta
di un'azione da compiere. È qui che si collocano le scelte
implicate nell'elezione di una particolare vocazione, o nel portare
avanti una particolare vocazione. Dio comunica con me in quanto
individuale, ed io gli rispondo in base a questa comunicazione individuale.
Se questa comunicazione è interrotta, la mia scelta di vocazione
o il mio portare avanti mia vocazione è in pericolo di essere distrutto,
poiché prevarranno altre comunicazioni, in base alle quali il mio
cuore farà altre deliberazioni, altre scelte. Ovviamente,
in quanto individuo io appartengo a diversi gruppi, innanzitutto
la Chiesa, e la mia vocazione di individuo viene capita nel contesto
di tali gruppi, innanzitutto la Chiesa. Ma la responsabilità
è sempre la mia personale.
8.
Actio. Questo aspetto consiste nel mettere in pratica
il frutto di tutti gli altri aspetti descritti sopra. Se mi
impegno nella Lectio Divina non è per ricevere la
forza di mettere in pratica ciò che io ho deciso, ma per capire
meglio ciò che devo rispondere alla parola di Dio attraverso la
Scrittura, e come, cooperando con Dio nel dar forma al mio cuore,
posso farlo. L'agire segue l'essere. La Lectio Divina
cerca di dar forma al mio agire dando prima forma al mio essere.
L'Actio riguarda soprattutto la scelta della vocazione e
il modo di portare avanti la mia vocazione. Naturalmente devo
sempre tenere presente che una vocazione non è una cosa privata
tra me e Dio. È una scelta personale che ha conseguenze sociali,
in quanto coinvolge sempre il Corpo di Cristo.
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