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R. I. P.

R.P. KARL PLÖTZ, , S.J.
(1932-2013)

P. Karl Plötz, S.J.

R.P. Karl Plötz, S.J., professore di ebraico al Pontificio Istituto Biblico per più di trent’anni, è deceduto nel pomeriggio di venerdì 28 giugno 2013, vigilia della festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo, a Monaco (Germania), all’età di 81 anni.

Era nato a Engelshütt, Bayern (Germania) il 6 marzo 1932, da una famiglia di commercianti; aveva un fratello e due sorelle. A diciassette anni (16.09.1949) entrò nella Compagnia di Gesù ricevendone la formazione tipica: studi filosofici a Pullach/München e teologici a Innsbruck e nella Facoltà di Teologia dei Gesuiti di Lyon-Fourvière (Francia), conseguendo la Licenza in Teologia nel 1962. Il 31 luglio 1961 era stato ordinato sacerdote.

Nell’ottobre del 1970 si iscrisse al Pontificio Istituto Biblico e conseguì la Licenza in S. Scrittura nel 1973.

Nel 1975 l’allora Rettore dell’Istituto Biblico, C.M. Martini, chiese al Provinciale di P. Plötz la possibilità che egli fosse inviato al Biblico per insegnare l’ebraico propedeutico. Tale insegnamento restò poi il principale impegno della sua vita; egli lo assicurò infatti ininterrottamente fino al compimento del settantacinquesimo anno di età (2007), prima come «assistente» (1975-1981) e poi come «lettore» (1981-2007). Per una decina d’anni insegnò l’ebraico al gruppo di lingua inglese e successivamente al gruppo di lingua italiana.

Persona di profonda umanità, era sempre disponibile a offrire il suo servizio sia nelle mansioni più umili che negli incarichi che richiedevano un particolare impegno, come l’insegnamento dell’ebraico superiore per sostituire talvolta qualche professore assente. Non diceva mai di no a richieste di favori di ogni genere da amici e conoscenti che si rivolgevano a lui anche da fuori Roma (benedizioni papali, monete o francobolli del Vaticano, guida di pellegrini, ecc.) e anche nella stanchezza rimaneva sempre gentile e cordiale.

Per il suo carattere molto riservato, del gran bene che ha fatto, frutto della sua naturale bontà d’animo, ne sono testimoni solo le persone che hanno avuto la fortuna di avere con lui un contatto personale e di sperimentare la sua fedeltà nell’amicizia.

Chi ha conosciuto P. Plötz sa che era un genio nell’apprendimento delle lingue. Oltre alla lingua materna (tedesco), conosceva il francese, l’inglese, l’italiano, lo spagnolo, il russo e, tra le lingue antiche, il latino, il greco e l’ebraico. Per queste sue doti era stato varie volte chiamato come traduttore simultaneo nei sinodi dei vescovi in Vaticano e nelle congregazioni generali della Compagnia di Gesù. Amava la musica e il canto. Già da giovane scolastico a Pullach dirigeva il coro che accompagnava l’antica liturgia slava. Con il suo coro, che conosceva anche canzoni profane russe, aveva dato vari concerti; famoso quello della Herkulessaal di Monaco. A Roma per decenni era stato ogni domenica uno dei pilastri del coro della liturgia del Collegio Russicum. Era anche un grande appassionato di sci, sport che aveva esercitato fino a che la salute glielo aveva permesso. Già da più di una decina d’anni una grave malattia l’aveva costretto a una dieta rigida, ma egli l’aveva accettata con grande serenità, continuando a portare avanti i suoi impegni come prima.

Nel 2010 aveva lasciato Roma e ha trascorso gli ultimi tre anni a Monaco di Baviera. Anche l’ultima sua grave malattia, che l’ha poi portato alla morte, è stata da lui accettata con grande fede.

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