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DISSERTAZIONI DI DOTTORATO
2021-2022

DE PANFILIS Daniela Il racconto doppio nel Libro di Samuele Moderatore: Prof. R.P. Peter DUBOVSKÝ, S.J. — II relatore: Prof. R.D. Dariusz DZIADOSZ.

A una lettura continua, senza pause e senza porsi domande, il Libro di Samuele si mostra come una storia compatta e ben costruita. E tuttavia, già a una seconda lettura appena più scaltra, si percepisce che il racconto non scorre in modo del tutto piano, che ci sono asperità, quali duplicazioni di dettagli o di storie intere, contraddizioni e digressioni. Il fenomeno del racconto “doppiamente raccontato” (così M. Sternberg) non è estraneo alla narrativa biblica, tanto che lo si può considerare un espediente letterario consolidato, parte del patrimonio comunicativo condiviso dal narratore e dal lettore. I diversi approcci diacronici hanno offerto di questo fenomeno una spiegazione genetica: questi sono il risultato del confluire nello stesso racconto finale di due tradizioni sullo stesso tema, oppure sono frutto della fase orale della tradizione, che ha variato nel tempo lo stesso racconto. Gli approcci sincronici, invece, hanno spostato l’accento dall’origine del fenomeno alla sua funzione comunicativa. Nel Libro di Samuele i racconti doppiamente raccontati si fanno notare sia per il numero di istanze, sia per la varietà dei modi in cui la duplicazione viene realizzata.

La dissertazione è articolata in due parti complementari. Nella prima parte è sviluppata una riflessione teorica. Il primo capitolo esamina gli approcci interpretativi della letteratura critica, evidenziando due criticità: l’imperfetta delimitazione dell’oggetto d’indagine e l’insufficienza della terminologia proposta per descrivere un fenomeno letterario complesso. Il percorso argomentativo, dunque, ha voluto prima di tutto affrontare queste due criticità. Alla scelta della denominazione “racconto doppio” e alla proposta di una definizione sintetica, segue la spiegazione e l’esemplificazione delle sei caratteristiche distintive, tratte dall’osservazione comparata dei racconti del Libro di Samuele ampiamente considerati doppi. Nel secondo capitolo si affronta la questione della relazione tra i due elementi del racconto doppio (racconto primario e racconto secondario), mentre il terzo capitolo si occupa delle diverse modalità di realizzazione (racconto raddoppiato, ulteriormente suddiviso in tre sotto-tipologie, combinato, ampliato e ridotto).

I capitoli della seconda parte sono dedicati ai ventuno racconti doppi. Dopo un’introduzione volta alla verifica del rispetto di tutte le caratteristiche, ognuno dei due racconti viene delimitato e analizzato. L’analisi prepara la valutazione della relazione tra i racconti e l’individuazione della funzione (o funzioni) del racconto secondario rispetto al primario e dei due racconti insieme rispetto al macro-racconto.

Dal complesso dell’indagine emerge come l’autore implicito del Libro di Samuele, pur non “inventando” questo espediente letterario, sappia tuttavia utilizzarlo e plasmarlo in modo originale. Proprio il numero di occorrenze e la varietà delle realizzazioni consentono di osservare l’uso peculiare e finalizzato delle differenti tipologie di racconto doppio nella costruzione del tessuto narrativo del Libro di Samuele.

Le ricerche che hanno preceduto questa dissertazione hanno concentrato la loro attenzione soprattutto sul testo che va da 1 Sam 9 a 2 Sam 1, l’arco narrativo certamente più denso di racconti doppi. E tuttavia questi sono presenti, seppure in numero significativamente ridotto, anche nel resto del macro-racconto, con gli stessi modi di realizzazione e le stesse funzioni. La sintesi conclusiva, dunque, propone uno sguardo d’insieme che rileva come la distribuzione dei racconti doppi non sia uniforme, ma concentrata in quei passaggi del macro-racconto particolarmente problematici.

L’espediente del racconto doppio struttura il Libro di Samuele su due piani distinti, quello della narrazione degli eventi (i racconti primari) e quello della riflessione sugli eventi stessi (i racconti secondari). I racconti secondari, tracciano e rinforzano, uno dopo l’altro, una linea interpretativa comune, ovvero la legittimazione della regalità di Davide e la proposta di questa come il modello della regalità in accordo con le intenzioni di Dio, ideale pietra di paragone per il retto esercizio della regalità stessa (cf. 1 Re 11,38).

I racconti doppi, con la loro sola presenza, fanno appello all’attenzione, alla capacità interpretativa e al bagaglio di competenze del lettore ideale. Egli è chiamato in causa come parte attiva del processo comunicativo: nella sua comprensione, infatti, i due piani, gli eventi e la riflessione ideologica, devono ricomporsi in un’unità di senso.

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