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DISSERTAZIONI DI DOTTORATO
2024-2025

CATALANO Alfio Giuseppe, O.S.B.

La storia testuale di Osea nella Vetus Latina.
Studio critico-testuale e linguistico dei testimoni diretti (mss VL 111, 173, 175, 176, 177)

Mod.: Prof.ssa R.Sr. Benedetta Rossi, M.D.M.

La tesi di dottorato studia le traduzioni VL di Osea nei testimoni diretti (mss VL 111, 173, 175, 176, 177) e ne traccia la storia testuale. Il lavoro consta di un capitolo introduttivo (c. 1), cui seguono due parti distinte, la prima dedicata allo studio filologico e critico-testuale della Vetus Latina di Osea (cc. 2–5), la seconda a quello linguistico (cc. 6–9); entrambe le parti si concludono con un capitolo di sintesi (cc. 5 e 9).

Nella prima parte lo studio filologico dei testimoni diretti di Os VL ha permesso di specificare le relazioni tra mss e di ricostruire lo stemma codicum (c. 2). Lo studio testuale ha valutato l’affinità delle versioni VL con le varie famiglie dei testimoni greci e con le altre versioni secondarie non-VL (c. 3). È emerso che le traduzioni VL conservano un largo strato pre-recensionale, in parte già perduto nei grandi onciali greci del IV secolo che trasmettono il testo di Osea (Codici Alessandrino A, Vaticano B, Veneto V). Tale strato è preservato anche nelle traduzioni copte achmimica e sahidica e, in parte, nelle versioni georgiana e armena.

Lo studio delle lezioni esaplariche, lucianee e delle Sonderlesarten VL (c. 4) è stato condotto allo scopo di isolare i diversi “livelli” testuali di Os VL. Esso ha evidenziato nel testo VL la presenza di uno strato più antico, proto-lucianeo, substrato della recensione lucianea, già ricco di approssimazioni al testo ebraico di natura non esaplarica e caratterizzato da alcune modifiche stilistico-grammaticali che saranno tipiche anche della recensione lucianea. Inoltre, i testimoni latini hanno acquisito progressivamente lungo il processo di revisione lezioni lucianee, solo in minima parte a partire dalla recensione lucianea e in ogni caso in assenza di un processo di revisione sistematica delle versioni. La dimostrazione di un gradiente crescente di lucianizzazione dei testimoni ha permesso di confutare per il Dodekapropheton la tesi di Frede/Fischer sulla maggiore antichità dei testimoni più lucianizzati e ha stabilito la posteriorità del testo di La173 rispetto a quello di La176.

Nella seconda parte, dopo aver presentato alcuni caratteri del latino cristiano e l’importanza delle variabili sociolinguistiche per la corretta valutazione del livello di lingua e della sua evoluzione diacronica (c. 6), la traduzione VL è stata studiata a livello morfosintattico nel passaggio dal latino al greco nelle macroaree della sintassi del nome, del verbo e del periodo (c. 7). Sono stati inoltre indagati aspetti di variazione interni al latino, cioè non correlabili al testo greco, e il lessico (c. 8). La sintesi del capitolo conclusivo della seconda parte (c. 9), ha restituito una storia “linguistica” della versione VL di Osea e dei processi occorsi nella sua revisione.

La conclusione ha posto in dialogo le due metodologie filologica/critico-testuale e linguistica, per evidenziare le acquisizioni del lavoro e proporre nuove piste di ricerca .