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DISSERTAZIONI DI DOTTORATO
2016-2017

SESSA Salvatore Maurizio Consegnarsi al re di Babilonia. Dal gesto simbolico (del giogo) alla “scelta profetica” (della resa) nell’orizzonte tematico della fine di Gerusalemme(Ger 21,1-10; 27–28; 38,14-28a)
Mod.: R.P. Pietro Bovati, S.J.

La Dissertazione studia il tema tipicamente geremiano della “sottomissione-resa” al re di Babilonia, considerandolo non come un’arbitraria opzione politica, ma come un messaggio profetico originale che interpreta un preciso momento storico e indica una concreta (e paradossale) via di obbedienza al disegno di YHWH. La ricerca, attenta alle dinamiche comunicative innescate dal libro di Geremia, coniuga ricognizioni esegetiche di tipo analitico sui testi pertinenti con un’attenzione specifica al mondo dei segni e dei simboli, alle scienze del linguaggio, e in particolare alla pragmatica cognitiva.

La prima parte del lavoro è dedicata all’emergenza del tema all’interno del libro, secondo due prospettive: A) nel primo capitolo si individuano i testi da sottoporre a indagine esegetica dettagliata e si valuta il loro posizionamento all’interno del loro contesto letterario prossimo e remoto; B) nel secondo capitolo ci si interroga sullo specifico contesto storico-narrativo cui la richiesta della resa fa riferimento. La ricostruzione della situazione di emergenza internazionale, ma anche la valutazione delle dinamiche teologico-politiche che fanno da sfondo agli eventi che conducono alla fine del regno di Giuda, servono a chiarire le finalità della richiesta geremiana.

Nella seconda parte vengono esaminati in tre distinti capitoli i testi tematicamente più pertinenti: Ger 21,1-10; 27–28; 38,14-28a. Per le loro peculiari caratteristiche ogni affondo esegetico mette in luce differenti elementi di senso. A) Con il testo di 21,1-10 ci si interroga sulla discronia risultante dal singolare posizionamento della richiesta geremiana; B) nei capitoli 27–28 si affronta il tema del gesto simbolico del giogo e quello del discernimento tra vera e falsa profezia; infine, C) con 38,14-28a si studia l’impatto dell’ingiunzione geremiana sull’autorità regale rappresentata dal re Sedecia.

Nella terza parte, strutturata in tre capitoli, si procede con una sintesi ermeneutica: A) Il gesto della resa viene analizzato prima di tutto a livello semantico-pragmatico secondo una dimensione fenomenologica in base alle attestazioni bibliche e alla documentazione extrabiblica più pertinente. B) In seguito viene delimitata la dimensione simbolica evocata dalla fattualità dell’atto richiesto per evidenziare in che modo l’ingiunzione geremiana della resa a Babilonia possa configurarsi come una “scelta simbolico-profetica”. C) Tale categorizzazione generale, posta in rapporto con una prima mappatura e articolazione dei complessi dispositivi di significazione che strutturano il libro di Geremia, consente di fondare la possibilità di una ulteriore e ancora più specifica definizione categoriale. Tale esito interpretativo è il punto di arrivo della ricerca ma si configura allo stesso tempo come una nuova ipotesi di lavoro la cui valenza euristica, esondando dai confini letterari del libro di Geremia per interessare il fenomeno del profetismo biblico nel suo complesso, necessiterà di altri approfondimenti.

L’atto di consegnarsi al re di Babilonia si può in definitiva rileggere come una “scelta profetica”, ossia come un atto in grado di esprimere (nella fattispecie) l’accoglienza del senso della storia rivelato da YHWH in modo puntuale, l’accettazione del fallimento del rapporto di alleanza e del giusto castigo divino, una nuova e incondizionata fede nel Dio della creazione e nel Signore delle umane vicende, in grado di dare vita ad un nuovo e indeducibile inizio. Nel momento in cui la fine di Gerusalemme è decretata e tutto sembra perduto, YHWH apre così una nuova ed estrema via di salvezza, che travalica sia la dimensione politica che quella sapienziale, e arriva perfino a superare l’imperativo etico di stampo deuteronomistico.

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