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ANALECTA BIBLICA - 164

BIANCHINI Francesco
L’elogio di sé in Cristo. L'utilizzo della periautologia nel contesto di Filippesi 3,1–4,1
2006, pp. 10+322.
 

Il presente lavoro è uno studio esegetico di Filippesi 3,1 – 4,1. La premessa metodologica alla base dell’analisi è quella della priorità del testo oggetto della ricerca, rispetto al suo sfondo letterario e storico. Insieme a questo presupposto, lo studio è finalizzato ad una comprensione dinamica, al fine di penetrare la progressione e la logica del brano. In tal senso, si privilegia un metodo d’indagine che rientra all’interno della prospettiva retorica.

Il percorso inizia con un’ipotesi di lavoro che parte dall’analisi del v. 17, nel quale si invita all’imitazione dell’esempio paolino, al fine di conoscere le caratteristiche della pericope nel suo insieme. L’esame contestuale del versetto porta ad approfondire i modelli letterari di riferimento del brano, tra i quali emerge quello della periautologia, ovvero elogio di sé. La scoperta del genere letterario conduce ad una nuova interpretazione del testo.  Così l’esempio di Paolo, mostrato in 3,4b-14.15-16 risulta segnato da una periautologia, la quale assume carattere paradossale, rovesciando l’elogio di sé sino a trasformarlo in elogio di Cristo. Mentre il cattivo esempio degli avversari presenti in 3,2-4a.17-21 ricopre, proprio come avviene nella periautologia, un ruolo secondario, costituendo soltanto un punto di partenza, per il quale giustificare il ricorso alla lode di sé. Inoltre, una volta posto a confronto Fil 3,1 – 4,1 con il resto della lettera e in particolare con 2,6-11, si evidenzia la peculiarità del modello paolino e viene fornito un nuovo punto di vista ermeneutico sull’insieme della lettera. Secondo l’interpretazione maturata nello studio, il brano, all’interno di una lettera segnata da una teologia della croce basata sul «vantarsi in Cristo», si risolve nella raffigurazione dell’autoelogio paradossale di Paolo, che riproduce l’itinerario stesso di Cristo, e nel conseguente pressante invito, indirizzato ad ogni credente, a riviverlo nella propria esistenza.

Francesco Bianchini, nato nel 1972, è un presbitero dell’Arcidiocesi di Lucca. Dopo aver conseguito la licenza in scienze bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma nell’anno 2003, nel medesimo Istituto nell’anno 2006 ha difeso la sua dissertazione dottorale.