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ANALECTA BIBLICA [dissertationes] - 231

LAZZARO Boris Isaia l'oscuro. Forme dell’oscurità linguistica isaiana e storia della loro recezione nell’attestazione di Is 29
2020, pp. 370.


Lo stile di Isaia indulge spesso al paradosso, all’ironia, all’ambiguità. È uno stile oscuro, che può condannare il destinatario antico e moderno all’incomprensione e all’indurimento (cf. Is 6,10 e 29,9-12). Integrando attenzioni sincroniche e diacroniche, il presente studio indaga tale aspetto sinuoso della lingua isaiana, esplorandone le concrete forme espressive, nonché l’impatto che esse ebbero sulla tradizione posteriore, cristallizzata nel deposito scritturistico. 

Pur non ignorando le molteplici sfumature di oscurità rinvenibili nel corpus di riferimento (Is 1–39), la ricerca si concentra su un segmento preferenziale dello stesso, il c. 29. Il testo, infatti, è frequentemente chiamato in causa per il suo carattere enigmatico, contradditorio, ambiguo. Nel suo insieme, Is 29 è anzi paradigmatico dell’oscurità isaiana: dei fattori che la produssero, dei coefficienti espressivi in cui essa si declinò, degli strascichi che essa lasciò nella tradizione posteriore e, infine, dello straniamento che essa continua a produrre sul lettore.

Dall’indagine emerge una recezione controversa dell’espressività poetica del profeta, bilanciata tra accoglienza e superamento dei paradossi di siffatta comunicazione. Al contempo, l’indagine offre un quadro complessivo dell’oscurità isaiana, evidenziando, in particolare, la funzione poetica dell’ambiguità, dell’ironia e di un uso straniante della metafora.

Boris Lazzaro è nato a Padova nel 1977; membro della «Comunità Mariana - Oasi della Pace», ha conseguito la Licenza e il Dottorato in Scienze Bibliche prosso il Pontificio Istituto Biblico di Roma. Attualmente insegna esegesi dell'AT presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma. Ha pubblicato alcuni contributi sulla poetica dei profeti veterotestamentari.

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